S. Cresima… un cammino insieme!

ELENA – Cresimata

“Sabato 18 Maggio ho ricevuto la Santa Cresima ed è stata per me una emozione unica e importante. Aspettavo il mio turno in piedi nella navata centrale, vicino a mia sorella che è stata anche la mia madrina, e ci davamo la mano;  sapevo che eravamo tutte e due un po’ in ansia. Io anche perché avevo paura che mia sorella invertisse i nomi da dire al Vescovo, al posto di pronunciare il mio, dicesseil suo! Nonostante ciò,  ero pronta ad essere chiamata. Quando mi sono trovata sull’altare davanti a monsignor Novazzi, avevo il cuore in gola, temevo di invertire le parole e di sbagliare, ma alla fine ce l’ho fatta e le mie risposte si sono sentite al microfono.  Poi è arrivato il momento più significativo, quando monsignor Novazzi mi ha “unto” col sacro Crisma la fronte, tracciando una croce a simbolo di santità. Adesso tocca a me, perché ho capito che ho preso un impegno importante con Gesù: dovrò colorare la vita di gioia per me e per chi mi sta accanto e darmi da fare per comportarmi come Gesù mi ha insegnato. Via così!”

ALESSIA – Madrina

“La scelta  di essere la madrina della Santa Cresima di Elena è stata una tappa all’inizio un po’ scontata. Piacevole, ma un po’ scontata, comunque, perché Elena era stata tenuta a battesimo da nostra sorella maggiore ed ora toccava a me, la mezzana, completare il cerchio del legame indissolubile tra sorelle, come dice la mamma. Invece quel giorno ho vissuto un’esperienza profonda e sicuramente non scontata. I pensieri e le domande che iniziavano a girarmi per la testa qualche giorno prima, il colloquio di riflessione con Don Marco, hanno preso forma lì, su una panca della chiesa di San Giorgio, mentre Elena mi stringeva la mano un po’ emozionata e sull’altare i sacerdoti e i chierichetti stavano per iniziare la cerimonia. Ho ripensato a me alla sua età, quando in questa stessa chiesa  c’ero io pronta a ricevere lo Spirito Santo; poi all’adolescenza con i mille dubbi, le paure e le incertezze. Ed Elena? Come avrebbe affrontato quegli anni? Sarebbe stata forte a sufficienza? Chi l’avrebbe protetta quando noi, la sua famiglia, non fossimo stati presenti? E poi ho pensato al motivo per cui ero lì con lei, a  quello che stava per accadere: avrebbe ricevuto lo Spirito Santo…con i suoi doni: consiglio, fortezza, intelletto, pietà, sapienza, scienza e timore di Dio. Ho sentito  forte il desiderio che Elena avesse questi doni tutti per sé, per essere più forte, per essere protetta per affrontare la vita. Quando poi l’ ho accompagnata sull’altare e ho detto il suo nome ho avuto la sensazione che stavo facendo la cosa giusta per lei, stavo scegliendo di affidarla. Eravamo in tanti quel pomeriggio, tutti stavamo facendo la stessa scelta di affidare chi avevamo a cuore a Gesù. Chi potrà prendersene cura meglio? Non so se riuscirò sempre ad essere accanto a mia sorella come “modello”, soprattutto modello di fede, ma penso che in realtà questo cammino non vada visto in modo ristretto perché facciamo parte di un gruppo, di una famiglia, di una comunità; perciò credo che le starò semplicemente accanto e insieme, di volta in volta, decideremo cosa fare, di chi fidarci, da chi farci consigliare, perché la scelta di quale strada seguire l’abbiamo già fatta e prima di noi lo hanno fatto i nostri genitori quando col battesimo ci hanno regalato l’opportunità di una vita nel bene accanto a Gesù.”

GIUSY – Genitore e Madrina
“Il momento della Confermazione è sempre un momento molto speciale, anche per una mamma che come me ha già vissuto questa occasione con un figlio maggiore.
E’ un’esperienza sentita, un continuum di emozioni che rinnova e riconsacra la Fede Cristiana della mia famiglia.
Quest’anno, però, la gioia sarà ancora più grande, perché parteciperò sia come genitore che come madrina. Doppia emozione quindi, ma soprattutto una doppia responsabilità: quella di  saper trasmettere i valori cristiani sia a mio figlio Federico che alla mia figlioccia Giada.
Per noi questo momento segna anche il culmine di un cammino di crescita all’interno della nostra comunità, cui siamo molto affezionati.
L’augurio che come genitore e madrina rivolgo ai nostri ragazzi è che questo sia per loro l’inizio di un percorso di condivisione del messaggio evangelico nella vita quotidiana, attraverso la preghiera e la partecipazione attiva nella vita della comunità.”

 

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